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Fellini Travels consiglia cosa mangiare in Georgia

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Georgia
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Anastasia di Fellini Travels, ci spiega alcune cose sul suo Paese e cosa mangiare se si visita la Georgia. Cosa secondo me fondamentale per conoscere un Paese e una cultura infatti è quella di mangiare cibo locale, evitando gli “Italioti” che anche all’estero pretendono di mangiare Italiano e poi si lamentano…


Fellini Travels è un’agenzia di viaggi internazionale fondata nel 2018, offre viaggi individuali e di gruppo a turisti e clienti aziendali. Fellini Travels ha identificato tre potenziali sedi per uffici in Italia, Russia e la sede principale è già stata avviata a Tbilisi, in Georgia. Fellini Travels vende buoni servizi e agenzie di viaggi standard e pubblicizza anche pacchetti di viaggio per agenzie di viaggio partner.


La Repubblica di Georgia, Stato dell’ex URSS al confine tra Europa e Asia, stretto tra le montagne del Caucaso e il Mar Nero, è nata solo nel 1991, all’epoca dell’indipendenza dall’ormai scomparsa Unione Sovietica, cambiando poi il nome in Repubblica della Georgia nel 2004.
Ma la Georgia ha alle spalle una storia antichissima che da sempre è stata accompagnata dalla coltivazione della vite e dalla produzione di vino, come testimoniano alcune tracce datate fino a 8000 anni fa.
Non a caso, il nome con cui è chiamata all’estero la Nazione, che invece i georgiani chiamano Sakartvelo, deriva dal termine greco “georg”, che si riferisce all’agricoltura; solo in un secondo momento San Giorgio è diventato Patrono Nazionale mentre leggenda vuole che la Santa Patrona (Santa Nino), sia arrivata qui dalla Turchia per diffondere il Verbo guidata da una croce fatta intrecciando tralci di vite. L’intero territorio (ad eccezione naturalmente delle vette più alte della Regione dello Svaneti, che arrivano fino a 5000 metri) è coltivato, grazie a un terreno fertile e alla notevole ricchezza d’acqua.

Una delle prelibatezze del viaggio in Georgia è il cibo.
La cucina di questo Paese è un riflesso di coloro che la hanno sia attraversata che conquistata.

Nei Paesi dell’ex Unione Sovietica, il cibo georgiano è famoso a causa dell’immigrazione dei georgiani in questi Paesi ed in particolare in Russia. Difatti nelle grandi città russe sono presenti ristoranti georgiani, e anche i ristoranti russi inseriscono nei loro menù piatti georgiani.

Supra (in georgiano: სუფრა [sʊpʰra]) è il tradizionale banchetto georgiano, è un’usanza irrinunciabile della cultura Georgiana.

Il grande poeta russo del XIX secolo, Alexander Pushkin diceva: “Ogni piatto georgiano è una poesia“.
I georgiani sono riusciti a far diventare la loro cucina non solo magicamente saporita, ma anche brillante, originale, squisita, unica e indimenticabile.

Il cibo georgiano nasce per la condivisione; si posizionano tutti i piatti al centro della tavola, in modo che i commensali possano assaggiare tutto.
In un Paese dove l’ospite è considerato un dono, non sorprende che i piatti siano un riflesso dell’accoglienza, soprattutto durante le festività tradizionali.

La cucina georgiana ha assorbito le migliori tradizioni culinarie della gente del Transcaucaso, dell’Asia e dei dintorni della costa del Mar Nero. La tradizione culinaria è basata su prodotti semplici e genuini.

Alla tavola georgiana le pietanze vanno servite in maniera diversa rispetto a quella italiana.
La distinzione non è tanto tra antipasti, primo piatto e secondo piatto, ma tra i cibi freddi che si trovano già sulla tavola e cibi caldi che vengono serviti man mano che in cucina sono pronti.
Sulla tavola c’è grande quantità di pietanze e ognuno si serve dai piatti principali, scorre il vino e tutto questo viene accompagnato da canti popolari.

Che cosa devi mangiare in Georgia

Sono molte le pietanze di questo Paese, di seguito si segnalano quelle che assolutamente sono da mangiare in un viaggio in Georgia.

Khinkali

Sono ravioli ripieni (che possono raggiungere anche le dimensioni di un pugno chiuso), fatti con un tipo di pasta piuttosto asciutta ed elastica, sono uno snack morbido e saporito che si può trovare in ogni parte del Paese. Di solito vengono farciti con carne blandamente speziata e brodo oppure verdure, o ancora funghi o formaggio. Mangiarli può diventare difficile, reggendoli dal “picciolo” in cima (che non si mangia) ed evitando i sughi caldi che colano sul mento.

Khachapuri

In Georgia la panificazione è un’arte tanto quanto il vino, sia per storia sia per varietà. Oltre a vari tipi di pane cotti ancora nei tradizionali forni di terracotta interrati (tone), il vero simbolo gastronomico nazionale è il khatchapuri, una sorta di pane-pizza al formaggio che prende connotazioni diverse nelle differenti aree del Paese. Se la versione più diffusa a prima vista sembra davvero una nostra pizza al formaggio, mangiandolo si scopre che è in realtà una sfoglia sottile ripiena (e in alcuni casi anche ricoperta) di formaggio fuso. Variante più golosa è l’acharuli: in questo caso l’impasto, più alto, è modellato a mo’ di barca per contenere l’abbondante ripieno a base di formaggio e uovo; si mangia staccando con le mani dalle estremità dei pezzetti di impasto da intingere nel ripieno, fino a che non si arriva al centro, quando tocca usare coltello e forchetta. È un’esperienza culinaria fantastica.

Mtsvadi

Questi spiedini di vitello, agnello o maiale, dipende dalla Regione, vengono cotti sulla legna e guarniti con cipolle finemente tagliate e succo di melograno, per aggiungere un po’ di acidità. Lo spiedino di carne più popolare, non solo in Georgia, ma anche in tutto il Caucaso meridionale è il shish kebab.

Soko Kecze

La cucina georgiana comprende una grande varietà di carni stufate, ma i vegetariani saranno felici con questi funghi al forno, ripieni di formaggio sulguni e serviti in una ciotola di ceramica.

Pkhali e insalate

Le verdure abbondano sulla tavola georgiana rendendo la vita facile anche a vegetariani e vegani. Non manca quasi mai infatti quella che è definita Georgian salad o semplicemente insalata, a base di pomodori, cetrioli e un mix di cipolla e profumate erbe fresche.
Altra preparazione tipica sono i pkhali, una specie di paté vegetale a base di ortaggi vari come spinaci, fagiolini, broccoli, barbabietole e altro, polvere di noci, variamente insaporiti con aglio, cipolla, erbe e spezie.

Un piatto georgiano ugualmente ripieno, ma potenzialmente più sano, è il Lobio, una gustosa pentola di terracotta di fagioli borlotti a cottura lenta. Dopo la cottura i fagioli vengono leggermente schiacciati con cipolle, coriandolo, aceto e peperoncino.

Troverete anche le noci in tutta la cucina della Georgia.

Satsivi, è una salsa di noci pesante che viene utilizzata in molti piatti e insalate, la più famosa delle quali è Badrijai Nigvzit (involtini di melanzane ripieni di noci).
Le fettine sottili di melanzana vengono cotte fino a quando non sono morbide, la salsa satsivi di noci viene poi spalmata su di esse e arrotolate. Il mix di noci, fieno greco e aceto è un gusto incredibilmente moresco. queste melanzane fritte ripiene di pasta speziata alle noci sono un ottimo secondo piatto per i vegetariani, o un contorno sostanzioso.

Il cibo più popolare in Georgia è lo Hashi, saldamente cucita con brodo di aglio cotto dal manzo o frattaglie di agnello (in particolare delle gambe, delle ossa dello stomaco, alla testa), tradizionalmente mangiato la mattina, molto nutriente e salutare.

Anche il pollame è usato in cucina, come lo chakhokhbili con abbondanti quantità di cipolle fritte in aggiunta di spezie (prezzemolo, salate, coriandolo, basilico, aglio, peperoncino, menta, dragoncello, suneli, zafferano, coriandolo, aneto).

Tkemali e ajika

Carni, formaggi e praticamente ogni altra cosa sono accompagnati da una serie di salse. Le più comuni sono l’ajika e i diversi tipi di tkemali; la prima è una salsa solitamente piuttosto densa e piccante a base di peperoncino rosso, noci, aglio, sale, erbe e spezie a cui talvolta si uniscono anche pomodori. Le tkemali sono salse acide e piuttosto liquide, vendute in bottigliette di plastica nei mercati cittadini, a base di prugne acerbe, erbe e spezie.
A seconda della varietà di prugne se ne trovano versioni rosse, gialle e verdi.

Puri, il pane georgiano
Per gli amanti del pane, la Georgia è quasi un paradiso.
Solitamente è un pane allungato, un incrocio tra una focaccia e una ciabatta classica.
I più buoni sono quelli che vengono cotti nel forno tradizionale di argilla, circolare e profondo, chiamato “tone”, a cui vengono attaccate le formelle di pasta e cuociono appese.
Tutti i piatti sono accompagnati dal tipico pane georgiano, piatto e sottile.

Sottaceti Georgiani
I sottaceti sono molto amati e possono includere cetrioli, melanzane, aglio e cipollotti, ma anche fiori come i Jonjoli, dal gusto e dalla consistenza decisamente inusuali. Arriva in tavola tutto insieme, da un assortimento di verdure e germogli fermentati o sottaceto tra cui cetriolini, aglio (un bulbo intero), peperoncini verdi e i jonjoli, boccioli a grappolo di un arbusto locale (Staphylea colchica).
Intensi ma deliziosi.

Formaggi
La Georgia ha una tradizione casearia notevole e diversificata in base alle Regioni, anche se i formaggi locali, prevalentemente di vacca o pecora ma anche di capra o bufala, spesso molto sapidi e dalle consistenze che vanno dal gessoso al gommoso, non sono proprio eccezionali, ma ci sono alcune piacevoli eccezioni.
La maggior gloria della produzione locale è il sulguni, formaggio vaccino a pasta filata tipico della zona del Samegrelo spesso paragonato alla mozzarella per la sua capacità di filare e di sfogliarsi, prestandosi a ripieni ma anche a fare da involucro con involtini e altre preparazioni.

Lemonade
Con il termine “lemonade” i georgiani indicano una serie di popolarissime bibite frizzanti e zuccherate dai colori improbabili che vanno dal giallo (al limone) al verde smeraldo (dragoncello) con cui accompagnano volentieri ogni pasto.
In alcuni bar, soprattutto a Tbilisi, si trovano però le versioni fresche che sono dissetanti e squisite, come quella a base di acqua frizzante o soda, succo di limone e foglie di dragoncello pestate, con aggiunta o meno di zucchero.

Vini qvevri
Basti sapere che le diverse Regioni del Paese contano oltre 500 varietà d’uva e che la tecnica tradizionale prevede una (spesso non troppo lunga) macerazione sulle bucce e conseguente fermentazione nelle anfore interrate, dette appunto qvevri. I vini georgiani sono bevuti solitamente piuttosto giovani, anche se c’è chi sta sperimentando tempi di maturazione in anfora o in bottiglia più lunghi.
L’ultima tendenza poi è quella della spumantizzazione con metodo classico, che dà risultati interessanti.

Churchkhela

Considerato uno snack da passeggio, si tratta di una specialità dolce, frutta secca (noci soprattutto, ma anche altro) che viene “insaccata” all’interno di un guscio dolce, elastico e di colori diversi.
La base per la realizzazione dell’involucro è l’uva, a cui viene aggiunta farina e gelificanti naturali.
Accanto alle churchkhela si trovano spesso anche i sottili fogli di fruit leather (letteralmente pelle di frutta) a base di frutta essiccata, che sono usati per diverse ricette o mangiati così come sono.

Il cibo georgiano è preparato al momento, gustoso e mai dimenticato, un vero fiore all’occhiello del Paese.

Albore Simone Marino

Dal 2003 formo insieme al mio amico Roberto il duo dei “Soliti Noti” (per la serie “con chi siete andati in vacanza?” la risposta è sempre stata “Sempre noi, i soliti noti”, perché eravamo sempre noi due…) così, quasi per scherzo, iniziò la storia del duo “vacanziero”… ma a volte è stato anche un trio. Nel 2007 venne creato il sito dei “Soliti Noti”(www.soliti noti.net), sito che raccoglie le nostre esperienze di viaggio ma non solo, anche consigli e strumenti utili per i viaggiatori. E’ il 2009 quando mi registro nel sito di “Turisti per Caso” e inizio così a pubblicare i racconti di viaggio. Dal 2011 sono la “Guida per Caso” della Rep. di Cipro, Valencia, Dublino e dal 2014 si è aggiunta Belgrado alle mete che seguo e per le quali sono “esperto”, potendo in questo modo fornire informazioni ad altri utenti. Nel 2013 ho ottenuto il certificato dall’Ente del Turismo di Cipro come esperto della Repubblica di Cipro. Da Luglio 2016 sono proprietario di un appartamento a Peyia (Rep. di Cipro) e ho costruito il sito “Cipro Vacanze” (http://www.solitinoti.net/superior5.html) per promuovere l’appartamento ed il turismo a Cipro. Nel Settembre 2017 ho creato il blog “Viaggiamocela” (http://www.viaggiamocela.it), che tratta tutte le tematiche di viaggio e turismo.

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