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Salonicco e Macedonia Greca

by Albore Simone Marino
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Visita alle Meteore

Giornata di escursione e soprattutto sveglia presto, andremo a visitare le Meteore, spuntoni di roccia sui quali sorgono dei Monasteri Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Per poter visitare i Monasteri, ci dirigiamo verso Kalampaka, per raggiungere la città optiamo per un percorso piuttosto piano, anche se più lungo rispetto a quello consigliato, la durata del tragitto è circa 3h.
Giunti praticamente ad ora di pranzo, ci fermiamo in una Taverna a pranzare e già che ci siamo chiediamo informazioni per raggiungere i vicini Monasteri, le possibilità sono andare in bus (solo mattina), sentieri escursionistici o andare in auto.

Con Meteora (cit.: dal greco “sospeso in aria”) si caratterizza la presenza di numerose torri naturali di roccia arenaria. Sulla cima di questi spuntoni rocciosi sono stati costruiti dei Monasteri (a loro volta detti “Meteore”), caratteristici per l’ardita costruzione in cima a pareti a picco. Oggi sono funzionanti e visitabili 6 Monasteri, noi ne visiteremo internamente solo due, la Grande Meteora e Agios Stefanos.

Agios Nikolaos Anapafsas

Agios Nikolaos Anapafsas

Muniti di cartina dettagliatissima fornitaci dall’Ufficio del Turismo locale, seguiamo la strada indicata, arriviamo alla prima Meteora, Agios Nikolaos Anapafsas (XVI sec.). Il Monastero è il più piccolo e sorge sulla cima ad una rupe alta 80 metri, la limitata superficie della roccia costrette i fondatori a sviluppare la costruzione in altezza. L’accesso è costituito da un sentiero che accede ai piedi della rupe con 143 gradini e successiva scala di 85 gradini scavati nella parete rocciosa. Dal monastero si gode una vista mozzafiato sulla cittadina di Kastraki.

Monastero di Varlaam

Monastero di Varlaam

Raggiungiamo la seconda Meteora, Rossanou (XIV sec.). Si tratta di un convento di monache ed è anche conosciuto come Monastero di Santa Barbara. E’ il più ardito e mette quasi le vertigini, vi si accede dopo aver salito circa 140 gradini e attraversato due ponticelli di pietra, fino alla fine del 1800 era raggiungibile solo tramite scale di corda. La Chiesa della Trasfigurazione è ornata di meravigliosi affreschi e custodisce cimeli religiosi ed icone, anche da qui si gode di un bellissimo panorama.

Giungiamo al primo bivio, giriamo a sinistra in direzione Grande Meteora e Varlaam, al bivio successivo scegliamo di andare prima alla Grande Meteora.

Megalo Meteoro

Megalo Meteoro

Terza Meteora, il Megalo Meteoro (XIV sec.), la Grande Meteora conosciuta anche come Monastero della Trasfigurazione, è posto sul picco di una roccia alta poco più di 600 metri.
Dal grande parcheggio si ha una vista perfetta dell’immensità del Monastero, si tratta infatti del Monastero più grande del comprensorio delle Meteore. Vi si accede attraverso una scalinata che conduce ad un vero e proprio tunnel scavato nella roccia, da cui poi vi salgono altri 115 scalini in pietra sempre ricavata nella roccia per arrivare all’antica torre con argano.
Il fulcro del Monastero è la Chiesa della Trasfigurazione, il “Catolico” (chiesa principale) è costituito da pianta a croce greca a una navata, al suo interno ha un magnifico dossale (oggetto artistico destinato alla parte posteriore dell’altare) di legno intarsiato e dorato, il trono ornato con inserti di madreperla e delle bellissime icone ed affreschi ancora ben conservati ne completano la magnificenza. Oltre la chiesa principale vi sono altre tre cappelle di costruzione differente, Chesa di S. Attanasio, Chiesa dei SS. Costantino ed Elena (1769) e la Chiesa di Agios Iannis o Prodromos (1600).

Da visitare anche il grande refettorio (1557) che ora ospita un museo che raccoglie croci in legno intagliato, rarissime icone e importanti manoscritti religiosi. La cucina adiacente è ancora annerita dal fumo e contiene l’originale forno per il pane mentre la cantina che si trova vicino all’ingresso è piena di botti di legno e di altre forniture agricole.

Sacrestia

Sacrestia

Una cosa un po’ macabra ma curiosa è la sacrestia, dove sono messi in bella mostra ed in modo molto ordinato i teschi e le ossa dei residenti precedenti.

Monastero di Varlaam

Monastero di Varlaam

Ci si sposta di poche centinaia di metri per raggiungere la quarta Meteora, Varlaam (XIV sec.), conosciuto anche come Monastero di Ognissanti. L’accesso al convento era possibile solo con l’impalcatura sostituita più tardi con grandi scale a pioli e con la rete che usano ancor oggi per il trasporto di cibo e di materiali da costruzione. Nel 1923 i monaci scavarono sulla roccia 195 scalini che portano oggi con sicurezza sulla cima della roccia.
La grandiosa Chiesa principale fu dedicata a “Tutti i Santi” e riccamente affrescata con splendidi dipinti. La sagrestia ospita il museo che raccoglie manoscritti, cimeli ecclesiastici, icone post-bizantine e le reliquie di molti Santi.

Agia Trias

Agia Trias

Quinta Meteora, Agia Trias (XV sec.) o Monastero della Santissima Trinità, situato in cima ad uno strapiombo, sembra praticamente irraggiungibile, invece attraverso alcune pedane e salendo 140 gradini scolpiti nella roccia si giunge al Monastero. Ha una piccola chiesa a pianta crociforme. La piccola cappella di San Giovanni Battista, scavata nella roccia, contiene affreschi del XVII secolo.

Agios Stefanos

Agios Stefanos

Qualche centinaio di metri più avanti si trova la sesta ed ultima Meteora, Agios Stefanos (XII sec.) è un convento di monache. E’ il più accessibile dei Monasteri in quanto non ha scale.
Il Monastero ha due chiese, Agios Stefanos (1350) e Agios Haralambos (1798), la Chiesa di Santo Stefano è di piccole dimensioni, presenta tetto in legno e un vestibolo, i suoi affreschi sono piuttosto deteriorati. La Chiesa di San Haralambos a tre cupole, è maestosa ed imponente, ad ornare la chiesa al suo interno vi sono il dossale in legno intagliato ed il tabernacolo dell’altare, anch’esso in legno intagliato. La sacrestia raccoglie icone, manoscritti ed ornamenti ecclesiastici, inoltre custodisce le sacre e miracolose reliquie di San Haralambos.

Duramente colpito durante la Seconda Guerra Mondiale dalle truppe tedesche e successivamente abbandonato, è stato recuperato e ripopolato dal 1962.
Dalla terrazza si gode un bellissimo panorama su Kalambaka e la valle circostante.

Panorama

Panorama

Finita la visita si rientra a Salonicco stanchi per l’escursione ma appagati dalla bellezza di questo posto.

Ogni Monastero ha diversi orari di apertura e giorno di chiusura, è preferibile informarsi su tali orari e giorni di chiusura per non essere impreparati, noi per puro caso li abbiamo trovati tutti aperti, quindi la Domenica li potreste visitare tranquillamente tutti.

Percorso Salonicco - Kalabaka

Mappa da Salonicco a Kalabaka

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