Dalla città sotterranea di Kaymakli al monastero di Keşlik, passando per Mustafapaşa, una home cooking in famiglia ad Ayvalı, la Valle Rossa e l’artigianato dei tappeti. L’ultimo giorno in Cappadocia prima di volare verso Istanbul.
Scegli la tua rotta
Qui trovi i miei “must”: storie che raccontano il mio modo di viaggiare. Il resto viene da sé.

ITALIA
Un’Italia gentile: acqua, vicoli e piccoli colpi di scena. Sacile e Pordenone sono la prova che le mete migliori spesso non fanno pubblicità.

EUROPA
Un’isola che ti fa dire: "ok, qui potrei tornare ogni anno", spiagge, storia e quel mood mediterraneo che ti rimette in sesto.

ASIA
Qui il blu non è un colore: è un’esperienza. Cupole, bazar e Via della Seta che ti entra negli occhi e non se ne va più.

AFRICA
Africa (si comincia dal Marocco): storie vere, dritte utili e qualche imprevisto benedetto. Entra, e vediamo dove finisci.
Le ultime che ho combinato
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Turchia
Cappadocia, giorno 2: Mongolfiere in Cappadocia, Göreme e Valle dell’Amore
by Albore Simone Marino 15 minutes readMongolfiere all’alba, Camini delle Fate, Göreme, pietre dure, Çavuşin e Valle dell’Amore: il secondo giorno in Cappadocia è stato un concentrato di paesaggi incredibili, storia e meraviglia.
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Italia
Tenute Muròla: una degustazione nelle Marche tra vino, storia e colline
by Albore Simone Marino 9 minutes readAlle Tenute Muròla di Urbisaglia ho vissuto una degustazione diversa dal solito: cantina, storie di famiglia, sapori locali, colline marchigiane e un’esperienza scoperta grazie a Winedering.
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Turchia
Cappadocia: primo giorno tra Uçhisar, Valle dei Piccioni e panorami da sogno
by Albore Simone Marino 15 minutes readPrimo giorno in Cappadocia tra arrivo a Nevşehir, panorami lunari, Castello di Uçhisar e Valle dei Piccioni. Un racconto di viaggio in Turchia tra tufo, vento, appunti storti e quella meraviglia che ti fa capire subito di essere finito in un posto fuori dal comune.
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Oman
Bimmah Sinkhole e Wadi Shab: quando l’Oman ti tira fuori l’acqua dal nulla
by Albore Simone Marino 5 minutes readIn questo pezzo ti porto in uno dei “plot twist” più belli dell’Oman: Bimmah Sinkhole, una piscina naturale che sembra finta da quanto è turchese, e poi Wadi Shab, dove l’avventura parte tranquilla e finisce con il classico “ok, non me l’aspettavo” tra acqua, rocce e canyon.
Chiudiamo con Wadi Tiwi, la parentesi più verde e “da cartolina vera” (quella che profuma di palme e silenzio).
Dentro trovi anche dritte pratiche senza ansia: quando andare, cosa portare, come non rovinarti la giornata… e come goderti tutto senza fare l’eroe. -
Heymondo e assicurazione di viaggio: perché conviene
by Albore Simone Marino 8 minutes readPerché oggi considero utile l’assicurazione di viaggio e perché Heymondo mi ha colpito tra viaggi veri, imprevisti e voglia di partire più sereni.
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Altre storie
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Merano, per cinque giorni, ha smesso di essere una tranquilla cittadina termale. Dal 7 al 10 novembre, si è trasformata in un caleidoscopio di calici, profumi e visioni: un luogo …
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Tashkent è il finale che non ti aspetti: dopo città leggendarie e mosaici da Via della Seta, la capitale ti resetta con la sua anima urbana e cosmopolita, fatta di contrasti tra moderno e tradizione. Qui il viaggio cambia ritmo: spazi più “da metropoli”, luoghi che ti fanno abbassare la voce e una metropolitana così bella che la prendi anche senza sapere dove andare. È la tappa che ti riporta alla vita vera dell’Uzbekistan, prima del rientro e di quella sensazione tipica da ultimo giorno: la valigia si chiude, ma la testa resta lì. Nelle conclusioni resta forte la meraviglia per i colori e l’ospitalità, e nei ringraziamenti un “rahmat” sincero al gruppo e a chi ha reso il tour indimenticabile.
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Samarcanda non è una tappa: è un effetto speciale a cielo aperto. Tra piazze ipnotiche, bazar che accendono i sensi e sapori che ti fanno camminare “per digestione”, questa città ti resta addosso. E se vuoi il dietro-le-quinte completo, c’è il sampler gratuito di Rahmat Uzbekistan!
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Tra Bukhara e Samarcanda, quella che doveva essere “solo strada” si trasforma in una sorpresa: una sosta improvvisa e poi Gijduvon, la tappa che ti freg… in senso buono. Qui la ceramica non è un souvenir qualunque: è identità, mani vere che lavorano, cortili-bottega, profumo di laboratorio e blu che ti resta negli occhi. Alcuni pezzi, addirittura, sembrano “cantare” quando li tocchi o li lavi, e tu ti ritrovi a sorridere come un bambino con la scusa dell’artigianato. Il consiglio finale è da viaggiatore pratico: scegli un pezzo che ti chiama, fatti fare un imballo serio e trattalo in valigia come una reliquia. Perché Gijduvon vale più di una semplice sosta: è la prova che l’Uzbekistan non è solo nomi leggendari, ma anche posti piccoli dove la tradizione è ancora viva.
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Bukhara non ti travolge come Khiva: ti conquista piano, con quell’eleganza un po’ regale da città che ha visto passare secoli e non sente il bisogno di dimostrarlo. Si gira meglio senza programma, lasciandosi guidare da vicoli, cortili ombreggiati e piazze che sembrano scenografie (ma con vita vera: tè, chiacchiere, profumi di pane e spezie). Il momento magico arriva quando il sole cala: le luci accendono la “nobiltà” di Bukhara e la città diventa ancora più magnetica, perfetta per una passeggiata serale lenta. Il consiglio finale è semplice: evita le ore più calde, esci dalle vie principali e ogni tanto metti via il telefono, perché Bukhara dà il meglio a chi la ascolta, non a chi la spunta.

