Scegli la tua rotta

Qui trovi i miei “must”: storie che raccontano il mio modo di viaggiare. Il resto viene da sé.

Sacile

ITALIA

Un’Italia gentile: acqua, vicoli e piccoli colpi di scena. Sacile e Pordenone sono la prova che le mete migliori spesso non fanno pubblicità.

Cipro

EUROPA

Un’isola che ti fa dire: "ok, qui potrei tornare ogni anno", spiagge, storia e quel mood mediterraneo che ti rimette in sesto.

Samarcanda, Piazza Registan

ASIA

Qui il blu non è un colore: è un’esperienza. Cupole, bazar e Via della Seta che ti entra negli occhi e non se ne va più.

Marrakesh

AFIRCA

Africa (si comincia dal Marocco): storie vere, dritte utili e qualche imprevisto benedetto. Entra, e vediamo dove finisci.

Le ultime che ho combinato

Ciao, sono Simone

Ciao, sono Simone

Viaggio per curiosità e finisco spesso in posti strani.
Qui trovi storie vere, dritte pratiche e deviazioni non richieste.

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Altre storie

  • Uzbekistan

    Seconda tappa: Bukhara, la nobile

    0 commenti 2,6K views 4 minutes read

    Bukhara non ti travolge come Khiva: ti conquista piano, con quell’eleganza un po’ regale da città che ha visto passare secoli e non sente il bisogno di dimostrarlo. Si gira meglio senza programma, lasciandosi guidare da vicoli, cortili ombreggiati e piazze che sembrano scenografie (ma con vita vera: tè, chiacchiere, profumi di pane e spezie). Il momento magico arriva quando il sole cala: le luci accendono la “nobiltà” di Bukhara e la città diventa ancora più magnetica, perfetta per una passeggiata serale lenta. Il consiglio finale è semplice: evita le ore più calde, esci dalle vie principali e ogni tanto metti via il telefono, perché Bukhara dà il meglio a chi la ascolta, non a chi la spunta.

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  • Uzbekistan

    Prima tappa: Khiva, la città-museo

    0 commenti 2,9K views 6 minutes read

    Khiva non è una tappa da spuntare, è un’atmosfera che ti rallenta appena varchi le porte di Ichan Kala. Tra mura color caramello, vicoli polverosi e improvvise esplosioni di blu, la città-museo ti invita a perderti senza fretta: qui il bello non è solo nei monumenti, ma nelle ombre che disegnano geometrie perfette, nei dettagli del legno, nei cortili silenziosi e nella luce che cuoce i mattoni cambiando colore durante la giornata. Il viaggio diventa un gioco di ritmo: fuori il sole che spinge, dentro la frescura di una moschea “a colonne” dove il tempo sembra abbassare la voce. Salire sui punti panoramici regala viste da cartolina… ma con acqua in mano e calma, perché Khiva premia chi si prende il tempo di guardare davvero. Tra una pausa tè e il profumo del pane, il consiglio finale è semplice: meno checklist, più passi lenti. E quando pensi di averla “vista”, ti accorgi che Khiva, in realtà, l’hai sentita.

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